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D. 11/12/1997 n. 26

Art. 3. Dalla data di adozione della presente deliberazione sono sottoposte a vincoli temporanei di salvaguardia, ai sensi e per gli effetti dell'art. 17, comma 6 bis della legge 19 maggio 1989, n. 183, le aree classificate come fascia A e B dal presente Piano Stralcio e delimitate da apposito segno grafico nelle Tavole in scala 1:25.000 allegate alla presente deliberazione per farne parte integrante limitatamente alle prescrizioni contenute nelle seguenti norme:

art. 6, comma 2 lettere a) e b); art. 7, comma 2; art. 15; art. 16, commi 1, 2, 3, 4, 5, 6. Le misure di salvaguardia, di cui alla deliberazione n. 10 del 10 maggio 1995, sono confermate e restano efficaci sino all'approvazione del presente Piano Stralcio per le parti di territorio che le ricomprendono. Tale efficacia si produce comunque per un periodo non superiore ai tre anni dalla data di entrata in vigore della deliberazione n. 10/95. Fermi i poteri del Ministro dei Lavori Pubblici di cui all'art. 17, comma 6 bis della legge 19 maggio 1989, n. 183, dalla data di adozione della presente deliberazione le amministrazioni e gli enti pubblici non possono rilasciare concessioni, autorizzazioni e nullaosta relativi ad attivita' di trasformazione del territorio che siano in contrasto con le prescrizioni di cui al capoverso precedente. Sono fatti salvi gli interventi gia' autorizzati (o per i quali sia gia' stata presentata istanza di inizio di attivita' ai sensi dell'art. 2, comma 60, punto 7 della legge 23 dicembre 1996, n. 662) rispetto ai quali i relativi lavori siano gia' stati iniziati al momento di entrata in vigore del Piano Stralcio e vengano completati entro il termine di tre anni dalla data di inizio". Copia della presente deliberazione, con l'elenco dei comuni interessati alle misure temporanee di salvaguardia, e' pubblicata, entro trenta giorni dall'approvazione, nella Gazzetta Ufficiale dandone notizia sui Bollettini Ufficiali delle regioni interessate.

Art. 4. Copia della presente deliberazione completa degli elaborati del piano, di cui all'art. 1, e' depositata, ai fini della consultazione presso il Ministero dei lavori Pubblici (Direzione Generale Difesa del Suolo e Magistrato per il Po), il Ministero dell'Ambiente, l'Autorita' di bacino del fiume Po e le regioni interessate. Queste ultime provvederanno alla trasmissione della stessa, entro quindici giorni dall'avvenuto deposito, ai Sindaci dei comuni interessati i quali, a loro volta entro quindici giorni, provvederanno a pubblicare gli elaborati riguardanti il territorio comunale mediante affissione all'Albo Pretorio. Adozione del Piano stralcio delle fasce fluviali (ai sensi del comma 18, comma 10, legge n. 183/89) Allegato n. 1 alla deliberazione n. 26/97 Quadro dei pareri espressi dalle regioni e predisposizione degli elaborati finali (art. 18, comma 9 e comma 10 legge 183/89).

1. Il quadro dei pareri espressi dalle Regioni al Progetto del Piano stralcio delle fasce fluviali. (Espresso ai sensi del comma 9 dell'art.18 della Legge 183/89).

1.1 Gli atti istituzionali Sulla Gazzetta Ufficiale n.16, del 15 marzo 1996, veniva data notizia dell'avvenuta adozione, in data 5 febbraio 1997, con deliberazione n.1/1996 del Comitato Istituzionale dell'Autorita' di Bacino del Po, del Progetto di Piano Stralcio delle Fasce Fluviali e, conseguentemente venivano aperti i tempi previsti dalla L.183/89 per la consultazione dei documenti e la presentazione delle osservazioni. Come e' noto la legge 183/89 prevede che il Comitato Istituzionale, tenuto conto delle osservazioni presentate e dei pareri espressi dalle Regioni, adotti il Piano di Bacino e lo invii al Presidente del Consiglio dei Ministri per l'approvazione con proprio decreto. Le Regioni hanno provveduto a pubblicare sui propri Bollettini Ufficiali i termini relativi all'adozione e alle modalita' di presentazione delle osservazioni. Nel corso del mese di giugno 1997 tutte le regioni interessate hanno concluso questa attivita' procedendo all'approvazione delle Deliberazioni di Parere sul Piano Stralcio con gli atti qui di seguito elencati:

- Regione Piemonte: Deliberazione del Consiglio Regionale 84/C.R.8948 del 18 giugno 1996:" Esame e controdeduzioni alle osservazioni presentate al Progetto di Piano Stralcio Fasce Fluviali" e Deliberazione del Consiglio Regionale 385/C.R.8949 del 18 giugno 1996: "Progetto di Piano Stralcio Fasce Fluviali: espressione del parere Regionale ai sensi dell'art.18, comma 9, Legge 18 maggio 1989, n.183".

- Regione Lombardia: Deliberazione della Giunta Regionale NR.25557 del 28 febbraio 1997: "Esame delle osservazioni pervenute al progetto di Piano Stralcio delle Fasce Fluviali e formulazione del parere sul proprogetto di piano stesso, formulato ai sensi dell'art.18, comma 9, della legge 183/89".

- Regione Emilia-Romagna: Deliberazione del Consiglio Regionale n. 631 del 4 giugno 1997: "Parere in merito al Progetto di piano Stralcio delle Fasce Fluviali del bacino del fiume Po e di valutazione sulle osservazioni relative, resi ai sensi dell'art.18 della legge 18 maggio 1989, n.183".

-Regione Valle d'Aosta: Deliberazione della Giunta Regionale n.653 del 3 marzo 1997: " Formulazione del parere relativo alle osservazioni avanzate sul Progetto di Piano Stralcio fasce fluviali ai sensi della legge N. 183/89".

-Regione Veneto: Deliberazione del Consiglio Regionale n. 27 del 30 Aprile 1997: "Autorita' di Bacino del fiume Po: Piano stralcio delle fasce fluviali. Parere di competenza regionale".

1.2 I principali contenuti dei pareri regionali. Regione Piemonte: Il P.S.F.F. interessa 6 province e 310 comuni. Il 13 giugno 1996 risultavano pervenute, presso la Regione Piemonte, n. 92 osservazioni; nonostante la scadenza formale dei termini di Legge il deposito dei materiali per la consultazione e' proseguito e sono state esaminate tutte le osservazioni, anche quelle fuori termine. Il periodo di consultazione e di presentazione delle osservazioni si e' svolto dal 16 marzo 1996 fino alla fine del dicembre 1996, data in cui si e' conclusa la predisposizione delle controdeduzioni e del parere sul Piano da parte del Gruppo tecnico incaricato. Tutte le osservazioni pervenute, in totale 226, sono state esaminate e controdedotte dal Gruppo di lavoro regionale. Sul totale dei 310 comuni interessati dalle fasce A e B (53 Provincia di Alessandria, 19 Provincia di Asti, 70 Provincia di Cuneo, 7 Provincia di Novara, 115 Provincia di Torino, 46 Provincia di Vercelli) hanno presentato osservazioni 128 amministrazioni comunali (21 Provincia di Alessandria, 9 Provincia di Asti, 31 Provincia di Cuneo, 7 Provincia di Novara, 54 Provincia di Torino, 6 Provincia di Vercelli); hanno inoltre presentato osservazioni le Amministrazioni provinciali di Torino, Novara, Cuneo e Vercelli, gli Enti di Gestione del Sistema delle Aree Protette della Fascia Fluviale del Po, tratti Torinese e Vercellese/Alessandrino , nonche' 3 Settori Regionali(Cave, Agricoltura e Geologico). Per consentire un'ampia diffusione dei contenuti del Piano si sono svolti incontri tecnici, alla presenza dell'Autorita' di Bacino del Po e della Re- nali maggiormente interessate. Nel corso dello svolgimento della sua attivita' il gruppo di lavoro regionale si e' incontrato, per approfondire i problemi posti dalle osservazioni, con tutti i soggetti che ne hanno fatto richiesta ed ha tenuto numerosi incontri con le Associazioni di categoria e gli Enti Locali. Il parere regionale si articola in due distinte deliberazioni: la prima in cui vengono sintetizzate ed esaminate tutte le osservazioni presentate, la seconda con il parere sul P.S.F.F. Il parere regionale si articola in:

- richieste di chiarimenti e precisazioni del testo normativo;

-richieste di modifica delle delimitazione delle fasce (contenente anche la richiesta di approfondimento d'analisi per alcuni " nodi critici");

- considerazioni relative alle azioni necessarie per attuare il piano stesso. Le richieste di modifica al testo normativo esprimono:

-la necessita' di chiarire le terminologie relative alle normative per gli in terventi agricoli ("trasformabilita' dello stato dei luoghi", "definizione del ciglio di sponda", ecc.), di meglio precisare l'insieme delle limitazioni alle coltivazioni arboree, di meglio articolare il rapporto tra la regione e l'Autorita' di Bacino in merito alla politica agricola;

-la necessita' di prevedere uno snellimento delle procedure di formazione ed approvazione del Piano di bacino soprattutto in relazione la possibilita' da parte della Regione, dei Comuni e delle Provincie di modificare il limite delle fasce alla luce degli studi di approfondimento in corso di predisposizione;

- il problema della difficolta' applicativa delle norme relative alle limitazioni delle attivita' agricole, in assenza di regime sanzionatorio, in particolar modo per le prescrizioni non dichiarate "immediatamente vincolanti" e non recepibili dagli strumentiurbanistici comunali, se non precisamente esplicitato dal P.S.F.F. (ad esempio l'art. 6, comma 2, lett.c). Si rileva, pertanto, l'impossibilita' di garantire l'ottemperanza ai divieti richiamati non potendo il P.S.F.F. prevedere sanzioni amministrative autonome non supportate da una previsione legislativa;

- la necessita' di prevedere adeguate risorse finanziarie per il settore agricolo e forestale, al fine di incentivare gli interventi di manutenzione e di rinaturalizzazione nei terreni privati, nonche' misure di sostegno economico per compensare gli eventuali mancati redditi;

- la necessita' di riscrittura dell'art.14, relativo agli interventi nell'agricoltura e per la gestione forestale, al fine di meglio specificare il ruolo del Piano di Bacino in rapporto alle politiche agricole comunitarie;

- la proposta di riscrittura complessiva dell'art.16 (relativo agli interventi urbanistici e agli indirizzi per la pianificazione urbanistica) in relazione alla difficolta' di identificazione del perimetro dei centri edificati in considerazione della legislazione urbanistica piemontese e della situazione di fatto esistente;

- la richiesta di modifica dell'art.16 in ordine alla situazione delle attivita' economiche eventualmente insediate nella fascia B; si richiede di consentire gli adeguamenti igienico-funzionali o tecnologici necessari per il rispetto della legislazione in vigore, nonche' modesti ampliamenti connessi all'adeguamento delle attivita' in atto;

- in relazione alla possibilita' di realizzare nuovi volumi, entro e fuori terra, anche con eventuale dismissione delle superfici potenzialmente allagabili da destinare ad usi non abitativi in zone esondabili( fascia B) si ritiene necessario prevedere l'incentivazione di forme assicurative a copertura di eventuali danni prodotti da eventi alluvionali;

- ritenendo motivate molte osservazioni che pongono il problema delle difficolta' di rilocalizzazione degli insediamenti, sia residenziali che produttivi, attualmente insistenti in aree a rischio, si richiede l'inserimento di uno specifico articolo atto a consentire e a sostenere, sia finanziariamente, sia normativamente, il processo di trasferimento; al fine di incentivare tale processo di rilocalizzazione e' necessario che l'autorita' di bacino promuova presso i Ministeri competenti l'adozione di procedure agevolate e di iniziative finanziarie coordinate;

-occorre integrare le norme di Piano con i contenuti principali della direttiva n.20 relativa alla regolamentazione dell'attivita' estrattiva nelle aree fluviali che verrebbe a decadere con l'approvazione del presente Piano,

- al fine di uniformare gli strumenti di pianificazione e' necessario integrare la normativa specificando che, per quanto riguarda l'attivita' estrattiva, anche i Piani di settore gia' esistenti al momento dell'approvazione del PSFF devono essere adeguati alle norme del piano stesso;

-in relazione deve essere specificata la definizione dell' alveo attivo" in rapporto alle delimitazioni della fascia A ed alla definizione di " alveo inciso". idraulico, la Regione Piemonte presenta una serie di proposte di modifica cartografica della delimitazione della fascia e un elenco di siti in cui, data la complessita' dei problemi posti, si ritiene necessario un approfondimento progettuale da parte dell'Autorita' di Bacino, prima di pervenire alla definitiva approvazione del Piano (fasce da verificare in base a progetti di difesa idraulica in itinere o approvati e approfondimenti progettuali su problemi puntuali) . La Regione Piemonte, consapevole del rilevante processo di trasformazione territoriale conseguente all'attuazione del Piano Stralcio, richiede che, in sede di programmazione degli interventi da compiersi e di stanziamento delle risorse economiche, si tenga conto della necessita' della realizzazione e adeguamento delle opere previste dal Piano per garantirne la completa attuazione in tempi certi; in particolare devono essere individuate opportune misure difensive atte a proteggere tutti i centri edificati ricadenti all'interno delle fasce A e B. Tali interventi sono ritenuti prioritari. Devono, inoltre, essere previste in attuazione del P.S.F.F., adeguate risorse finanziarie atte a garantire la pluralita' degli interventi necessari in ordine alla manutenzione e alla rinaturalizzazione. Regione Valle d'Aosta: Il P.S.F.F. interessa 29 comuni. Dell'avvenuta adozione del P.S.F.F. e' stata data notizia sul B.U.R. n.14 del 19 marzo 1996; entro il 14 giugno 1996, termine di presentazione delle osservazioni, erano pervenute n. 4 osservazioni da parte di amministrazioni comunali tutte relative alla richiesta di modifica del limite della fascia B ( comuni di Quart, Verres, Issogne, Donnas) per contrasti con le previsioni urbanistiche. la deliberazione regionale formula un parere positivo sul P.S.F.F., esprime parere contrario alla proposta di modifica per quanto attiene le richieste del comune di Quart e di Verres e parere favorevole alla richiesta di modifica per quanto attiene il comune di Issogne e di Donnas. Regione Liguria: nessun comune interessato La Regione si e' espressa attraverso una comunicazione del Presidente della Giunta Regionale, in data 27 settembre 1996, in cui si esprimono significativi elementi di condivisione dei contenuti del P.S.F.F. auspicando una applicazione anche sulle porzioni di bacino non ancora interessate al provvedimento. La stessa comunicazione descrive le azioni gia' avviate dalla Regione Liguria per ridurre il quadro delle criticita' presenti sull'area ("controllo" del rischio attraverso il monitoraggio dei fenomeni idro-meteorologici, realizzazione di interventi strutturali, manutenzione dei versanti e dei corsi d'acqua, controllo dei piani urbanistici e diversa gestione del demanio fluviale) e richiede, quale utile segnale verso l'esterno, che vengano previsti meccanismi che non consentano il risarcimento dei danni per gli interventi realizzati in assenza delle autorizzazioni necessarie. Regione Lombardia: Il P.S.F.F. interessa 5 province e 116 comuni Alla Regione sono pervenute n.42 osservazioni che sono state puntualmente esaminate dal gruppo di lavoro regionale; l'esame delle osservazione costituisce allegato della deliberazione di parere sul piano. Il parere regionale contiene 17 richieste di modifica al testo delle Norme ed una serie di considerazioni di carattere generale relative a:

 

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